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 19/04/2014 01:15:09     
 
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“L’ Insegnamento della Materia Alternativa: dall’ipotesi alla proposta.
Inviato da Inattuale 30/09/2011

“L’ Insegnamento della Materia Alternativa: dall’ipotesi alla proposta. Come occupare almeno 20.000 precari senza oneri aggiuntivi per lo Stato”.

In Italia, come sappiamo, è assicurato l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, materne, elementari, medie e secondarie superiori, ma si riconosce anche agli alunni e alle alunne il diritto di non avvalersi dell’insegnamento religioso. Le scuole devono consegnare alle famiglie, tramite gli stessi alunni, o direttamente agli alunni se maggiorenni, il modulo per la scelta alternativa e copia della circolare di accompagnamento.
Il capo di istituto e il collegio dei docenti assicurano agli alunni che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica attività culturale e di studio alternative,con l’assistenza degli insegnanti, escluse le attività curriculari comuni a tutti gli allievi.
La programmazione delle attività alternative costituiscono un momento integrante della più generale funzione di programmazione dell’azione educativa attribuita alla competenza dei collegi dei docenti e di conseguenza, qualora l’adempimento non fosse compiuto dal collegio dei docenti, deve essere cura dei capi d’istituto intervenire perché subito l’organo collegiale vi provveda, per rendere possibile l’immediato avvio delle attività .
Per quanti decidono di non avvalersi dell’insegnamento di religione cattolica, si determina però “uno stato di non-obbligo” alla scelta alternativa che ha tra i suoi contenuti anche quello di non presentarsi o allontanarsi dalla scuola.

La Sentenza del Consiglio di Stato n. 2749 del 7 maggio 2010 afferma che: La mancata attivazione dei corsi alternativi rischia di mettere in crisi uno dei presupposti su cui si fondano le ordinanze impugnate, che, nel mettere sullo stesso piano, ai fini della valutazione come credito scolastico nell’ambito della c.d. banda di oscillazione, l’insegnamento della religione e l’insegnamento dei corsi alternativi per i non avvalentisi, danno quasi per scontato che i corsi alternativi esistano ovunque. La mancata attivazione dell’insegnamento alternativo può pertanto incidere sulla libertà religiosa dello studente o delle famiglia, e di questo aspetto il Ministero appellante dovrà necessariamente farsi carico.
Normativa di riferimento
Legge n. 449 dell’11 agosto 1984
D.P.R. n. 751 del 16 dicembre 1985
Circolare ministeriale n. 368 del 20 dicembre 1985
Circolare ministeriale n. 131 del 3 maggio 1986
Circolare ministeriale n. 211 del 24 luglio 1986
Legge n. 281 del 18 giugno 1986
Sentenza Corte Costituzionale n. 203 del 12 aprile 1989
Sentenza Corte Costituzionale n. 13, 14 gennaio 1991
Circolare ministeriale n. 9 del 18 gennaio 1991
Sentenza TAR dell’Emilia-Romagna n. 250 del 17 giugno 1993
Decreto legislativo n. 297 del 16 aprile 1994 Articolo 310
Sentenza del Consiglio di Stato n. 2749 del 7 maggio 2010

A partire proprio dalla sentenza del Consiglio di Stato e considerando che l’istituzione del ruolo per gli insegnanti di religione cattolica ha comportato l’assunzione di circa 20000 e più docenti di religione, che in questi anni di tagli certo non perdono posto, ci sembra che la battaglia per ottenere l’istituzione della materia alternativa in tutte le scuole sia importantissima. Ci sembra una buona alternativa allo scontro interno tra precari che si stanno dilaniando dividendosi tra chi vuole le graduatorie chiuse e chi reclama il diritto alla libera circolazione.
Circa 20.000 posti in più, pretendendo che siano dati tutti ai precari e che sia pienamente riconosciuto il punteggio sulla propria graduatoria di appartenenza, sarebbe oltre che una battaglia di civiltà per l’affermazione di una scuola laica e pluralista, anche una battaglia per la riconquista della dignità da parte di una generazione di precari e precarie vessati oltre ogni ragionevole buon senso.
L’obbligo di istituire un vero e proprio insegnamento di Materia Alternativa sarebbe tale naturalmente per le scuole (almeno fino a quando non cessi l’insegnamento della religione cattolica), ma non per gli studenti.
La realizzazione della proposta è peraltro più facile di quanto non si creda, sia per le compatibilità economiche che per quelle organizzative. Come sappiamo, infatti, le regioni acquisiscono annualmente delle risorse specifiche che però, molto difficilmente si riesce ad utilizzare, perché la mancata attivazione dell’ora alternativa è diffusissima e per ottenerla spesso bisogna imporsi e lottare. Il che, come evidenziato dalla sentenza citata, incide sulla libertà religiosa dello studente o delle famiglia. I fondi sono gestiti dal MEF tramite le direzioni provinciali dell’Economia e delle finanze sui Capitoli 2711 scuola materna; 2709, scuola primaria;.2710 scuola secondario primo grado; 2703 scuola secondaria secondo grado
Dunque gli stanziamenti destinati alle Regioni dovrebbero servire al pagamento delle competenze dei docenti occupati sull’insegnamento. A queste somme si può unire la richiesta della somma equivalente al libro di religione per ogni "non avvalentesi" (art.277 [oggi abrogato ma sostituito pienamente dal dpr 275/1999] e 156 della Legge 297 del 1994 ) per i bambini e le bambine delle scuole elementari e medie. Questioni tecniche. Neanche troppe sarebbero le difficoltà di organizzare le modalità di reclutamento del personale precario; basterebbe individuare, infatti, basandosi su quanto avviene per il sostegno ( che non ha una specifica classe di concorso), una graduatoria alla quale accedono tutti/e coloro che, su libera volontà e domanda individuale, scelgono come opzione ulteriore rispetto al propria disciplina, l’insegnamento specifico, a partire dalla propria classe di concorso nella quale riverseranno successivamente tutto il punteggio acquisito ( anche se entro il 16 agosto i precari consegneranno le domande per l’inserimento nelle graduatorie di istituto, sarebbe semplicissimo inserire, nelle scuole dove si è fatta domanda, anche l’opzione per l’insegnamento di MA).

Rimane il problema di cosa insegnare, ma anche questo è facilmente superabile. In questi anni, infatti, i progetti e i corsi hanno contribuito a creare una diffusa cultura alternativa ai programmi e i materiali per gli insegnanti sono molti. Basta raccogliere i migliori e svolgere seminari di formazione/aggiornamento usufruendo dei 5 giorni di esonero a disposizione ( circa 80 ore di formazione, calcolando 8 ore al giorno di lavori seminariali).
20.000 posti in più, a costo zero.
Una proposta per rilanciare la mobilitazione dei precari su un obiettivo minimo ma concreto.


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